La castellata di chiaverano

GRUPPO STORICO CULTURALE
LA CASTELLATA DI CHIAVERANO

La nostra storia




Il gruppo storico culturale medievale "La Castellata" nasce nel 1992 per volontà di alcune persone particolarmente sensibili alle tradizioni storiche medievali di Chiaverano e dei suoi borghi.
Le indagini, le ricerche e le consultazioni dell'Archivio comunale di Chiaverano e dell'Archivio Vescovile di Ivrea hanno permesso al gruppo di far rivivere le antiche tradizioni, la vita, gli usi e i costumi di Chiaverano e dei borghi di Bienca, Bellesano e Sessano.

È durante il Carnevale di Chiaverano che un gruppo di persone, in gran parte ragazzi, decide di fare da scorta ai tiratori dei tomini “Ca’ dal Cuntin”.
Il gruppo è formato dal Conte di Bellesano con la sua Dama, un capo delle guardie, un alfiere, due tamburini, alabardieri e ancelle.

Alle divise nero/arancioni di Bellesano presto si uniscono i rossi di Sessano, i gialli di Bienca ed i variopinti tendenti al bianco/azzurro di Chiaverano.

Nei due anni successivi grazie a nuove forze ed al contributo dell’associazione del Carnevale di Chiaverano il gruppo cresce e nel 1994 si consolida ufficialmente il Gruppo Storico della Castellata.
Si aggiungono nuovi iscritti, si elegge un direttivo, si stila uno statuto, si realizzano nuovi costumi e si acquistano tamburi di legno, alabarde, bandiere ed i gonfaloni dei 4 borghi dipinti dal pittore Mario Piatti.
Sempre in quell’anno viene organizzato il 1° palio dei Borghi.

Negli anni seguenti la Castellata è molto richiesta sia nei carnevali della zona sia nelle rievocazioni storiche, in Canavese, in Valle d’Aosta e nel Vercellese.
Al repertorio dei tamburini si aggiungono momenti di danze medievali e duelli.

Nel 1996 il Gruppo partecipa al raduno nazionale dei gruppi storici e militari di Palmanova (Udine).

Negli anni a seguire si investe soprattutto sul gruppo dei tamburi e si effettuano trasferte importanti anche in collaborazione con altri gruppi storici in Liguria, nel vercellese, in Francia, in Svizzera, in Spagna e sul Lago di Garda.

Nel 2002, dopo una fase di stanchezza, il gruppo organizza, con la collaborazione del Comune di Chiaverano e di altre associazioni del paese, una giornata interamente dedicata al Medioevo.

Nel 2008, dopo una pausa dovuta anche alla perdita di persone care al gruppo, si acquistano tamburi più piccoli e sotto la guida e l’entusiasmo di Valeria Revel Chion il gruppo riparte con varie uscite sul territorio canavesano e anche oltre, fino ad Asti e Vercelli.

Nel 2009 il gruppo è ormai composto quasi interamente dai tamburini e riceve molte richieste tra cui quella del Carnevale Estivo di Loano; a volte vengono invitati come accompagnamento musicale ai “Marchesi Paleologi” di Chivasso.

Nel 2012 La Castellata ha festeggiato i 20 anni di storia con tutto il paese di Chiaverano.

Da quell’anno c’è stata una costante crescita del gruppo fino ad arrivare ad oggi con 15 tamburini attivi e 15 figuranti, tra adulti e bambini, e 2 cagnolini.



La storia di Chiaverano


Chiaverano (Castrum Clavairanum) apparteneva al feudo di Ivrea sin dall’anno 966.

L’origine dello stemma è legato al nome del Comune che trae origine dal fatto che il Vescovo di Ivrea, al quale questo luogo era stato donato dal Re Arduino nel 1003, ne fece un borgo fortificato nel quale un tesoriere, detto Clavarius, doveva custodire le derrate alimentari.
Lo stemma riproduce il castello, le chiavi del tesoriere e la corona del feudo.

Prima del 1250, anno della nascita del libero comune, era un piccolo castello dotato di due torri e mura di difesa (Bastia), poco abitato ma situato in una posizione elevata e ben difendibile.

L’itinerario storico parte dai borghi, che costituirono la base per la futura nascita del libero comune di Chiaverano:
Il borgo di Bienca o Blence esisteva già dal 1192 e da documenti risalenti al 1221 veniva citato come comune per la sua notevole estensione territoriale e confinante con la città di Eporedia (Ivrea).
Il borgo di Bellesano, di cui si conosce purtroppo molto poco, era il fornitore di una decima (parte del raccolto pagata a titolo di canone o tributo al signore feudale) costituita da dieci sacchi di castagne per la mensa vescovile di Ivrea.
Il borgo di Sessano o Sexano esisteva fin dall’anno 1000.

Negli anni 1250-1251 gli abitanti dei borghi di Bienca, Bellesano e Sessano decisero di confluire nella “villa” di Chiaverano perché stanchi dei continui sconfinamenti dei borghi vicini.
I borghi erano la parte materiale, con le case e i terreni, ma chi che amministrava le terre era il Console. Il Console aveva anche il compito di far rispettare leggi e regolamenti.
Il Gastaldo invece era un’emissario del Vescovo-Conte di Ivrea, e lo rappresentava sul territorio di Chiaverano, ne amministrava la giustizia, fungeva da esattore delle decime o tasse e poteva assumere volontari armati in caso di guerra.

Il 30 maggio 1251 i borghi giurarono nelle mani del Gastaldo fedeltà al Vescovo-Conte di Ivrea, venne stilato lo “Status Clavairani” che con leggi e regolamenti avrebbe governato questo borgo nascente.
Dopo la nascita del libero comune di Chiaverano, altri personaggi vennero alla ribalta come il Castellano e il Consiglio della Credenza.
Il Castellano (1100-1350) veniva eletto annualmente dagli abitanti di Chiaverano, era investito nella sua carica dal Vescovo-Conte di Ivrea con l’incarico di difendere il castello e sovraintendere alla sua manutenzione. Il Consiglio della Credenza o Consiglio Maggiore era formato da dodici persone anziane elette dalla popolazione dei borghi.
La costituzione del nuovo borgo portò all’edificazione di un Ricetto, all’incremento della popolazione e all’edificazione di nuove abitazioni addossate le une alle altre con vie strette e con passaggi obbligati ben difendibili in caso di guerre.
Scomparvero progressivamente gli abitanti di Sessano, a testimonianza della sua presenza esiste attualmente una chiesa eretta nell’anno 1000 dedicata a Santo Stefano, e Bellesano, che scomparve sotto una enorme frana staccatasi dalle pendici della Serra, mentre rimane viva ancora oggi la frazione di Bienca.

Nel 1349 Giovanni II di Monferrato invase il Canavese fino ad assediare Chiaverano che si difese senza cedere all’attacco.

Il Castello, restaurato all’inizio del ‘500, subì l’assalto nel 1640 prima dalle truppe spagnole e poi da quelle francesi che lo danneggiarono, nel 1704, dando inizio così il suo inesorabile declino.
Oggi restano solo pochi ruderi.

La figura del Castellano, invece, viene ricordata tutt'ora nelle vesti del personaggio principale maschile del Carnevale

Back to Top